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Giornalisti: morto a Palermo Mario Obole, aveva appena compiuto 90 anni

Mario Obole

Si è spento a Palermo, ieri sera, il giornalista Mario Obole, che aveva compiuto 90 anni un mese fa.

Obole, nato a Milano ma vissuto a Castelbuono, sulle Madonie, da anni in pensione dopo aver lavorato nell'ufficio stampa dell'Assemblea regionale siciliana, aveva collaborato in passato anche con il Popolo e con il Mattino di Napoli.
Fu addetto stampa della Democrazia cristiana in Sicilia, apprezzato dai colleghi per la sua ironia ed arguzia, è stato un punto di riferimento e memoria storica per tanti cronisti e non che si rivolgevano a lui non soltanto per informazioni, retroscena e per il suo senso critico ma soprattutto per il suo ricco archivio. Il funerale si svolgerà domani alle 15, nella chiesa di Maria Ss. Assunta (madrice vecchia), a Castelbuono. Era stato lui il primo ad aver definito, nei suoi articoli, Tommaso Buscetta "il boss dei due mondi".


Mario Obole, grande ironia, capacità di analisi, la perspicacia del cronista attento accompagnate da una scrittura limpida e accattivante

C'era sempre un filo di divertita ironia nel modo di porgersi di Mario nei rapporti con i suoi
interlocutori, un'ironia spontanea anche di fronte a questioni rilevanti sia di ordine professionale sia
di natura privata. Ed era stata anche questa singolare attitudine a fargli superare le grandi prove alle
quali la vita lo avrebbe sottoposto.
Figlio di un ottimo ingegnere esperto nella costruzione di ponti con studio a Milano, Mario, ancora
bambino, perse la madre. Allora la soluzione migliore apparve quella di affidarlo ai parenti che
vivevano a Castelbuono. Qui le prime scuole frequentate per poi passare al Liceo di Cefalù. Infine
l'approdo a Palermo per gli studi universitari. Ben presto di avvicina al mondo della carta stampata
entrando a far parte della redazione del settimanale politico Il Domani, fondato e diretto da
Guiusepppe Maggio Valveri. Il passo successivo è la nomina a corrispondente del quotidiano Il
Popolo e del Mattino di Napoli. E infine l'ingresso all'officio Stampa delll'Assemblea regionale.
Ma è soprattutto dalle colonne del quotidiano campano che Mario Obole manifesta le sue capacità
di analisi, la perspicacia del cronista attento accompagnate da una scrittura limpida e accattivante. Il
suo archivio personale curato con rigore e passione è un punto di riferimento per colleghi e inviati
speciali soprattutto negli anni delle stragi mafiose, la sua straripante biblioteca una inesauribile
fonte cui attingere. Ed è sua la definizione di Boss dei due Mondi coniata per Masino Buscetta, noto
mafioso convinto dal magistrato Giovanni Falcone a testimoniare al Maxiprocesso riguardo alla
struttura e ai delitti di Cosa Nostra. Da lui è venuto pure un intelligente contributo all'attività degli
Istituti rappresentativi della professione.
Mario ci ha lasciato due giorni dopo la Santa Pasqua. Aveva compiuto 90 anni nel mese di Febbraio.
Di lui conserviamo il ricordo di un giornalista solerte e attento, colto, di un amico sincero e di un
collega che ha onorato la professione.
Piero Fagone